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Scheda di archivio


Collocazione


Livello di descrizione

SottoFascicolo

Titolo

2. Provvedimenti e rapporti del governo (1935-1943)

Data Iniziale

9 ottobre 1935

Data Finale

17 giugno 1943

Consistenza

72 cc.

Contenuto

Il sottofascicolo contiene materiale riguardante le segnalazioni che venivano inviate al regime da enti del governo o da privati cittadini con i relativi provvedimenti.
- c. 1: foglietto di consultazione di Sergio Raffaelli presso l’Archivio centrale dello Stato per ricerche effettuate in data 9 dicembre 1985.
- cc. 2-13, 15-19, 21-23, 25-26, 29-34, 37-47, 50-51, 53-56, 64-71: segnalazioni indirizzate a Benito Mussolini da parte di enti del governo, di privati cittadini, oltre che tramite intercettazioni telefoniche, su apposito modulo, per il richiamo nei confronti di giornali, libri, rappresentazioni teatrali e cinematografiche che non si dimostrano in linea col regime. Si fa presente che fino al 3 ottobre 1940 la carta è intestata alla “Segreteria particolare del Capo del Governo”, mentre, dal giorno 8 febbraio 1941, l’intestazione cambia in “Segreteria particolare del Duce”.
- c. 14: carta dattiloscritta datata 21 ottobre 1936 riguardo a un rapporto che Dino Alfieri (Ministero per la Stampa e la Propaganda) tenne ai direttori dei giornali a nome di Benito Mussolini in seguito alle critiche mosse da alcuni giornalisti nei confronti delle disposizioni impartite dal Governo alla Stampa.
- c. 20: telegramma di Dino Alfieri all’avvocato Sebastiani di Riccione per comunicare che «il film a lungo metraggio non avrà più seguito» (15 giugno 1937).
- c. 24: carta dattiloscritta con indicazione «Telefonato a S.E. Alfieri da Forlì il 26 maggio 1937-XV» e con intestazione «Copia di autografo». Si tratta del seguente comunicato indirizzato all’Agenzia Stefani: «Dati gli esempi che si prefigge et la molteplicità dei suoi servizi, dal 1° giugno p.v. il Ministero Stampa e propaganda, assumerà il nome di Ministero della cultura popolare».
- c. 27: carta autografa col seguente comunicato: «Dire ad Alfieri di mandarmi tre quattro esemplari del n° di Pan Europa contenente l’articolo di Calerghi sulla Vittoria italiana» e con risposta: «Telefonato ad Alfieri. Trovate pulito» (Forlì, 21 dicembre 1936).
- c. 28: carta autografa riportante la trascrizione di una comunicazione telefonica di Benito Mussolini: «Il Dott. Sebastiani dica alla Stampa di dire ai giornali di non pubblicare notizie sulla ripresa dell’offensiva su Madrid e simili buffonate: in Spagna non succede niente (dal Duce per telefono il 15 dicembre 1936/XV ore 8,23)» con risposta: «Comunicato telefonicamente dall’avv. Sebastiani a S.E. Alfieri».
- c. 35: carta autografa col seguente comunicato: «Mettere in rilievo processo a Moser contro leninisti della vecchia guardia - Riccione, 17 agosto 1936 XIV» con risposta: «telefonato a Luciano 17/8».
- c. 36: telegramma dattiloscritto di Dino Alfieri indirizzato a tutti i Prefetti del Regno, all’Alto Commissario del Comune di Napoli, al Governatore di Roma, e per conoscenza al Ministro dell’Interno per la diffida di «tutti i possessori di apparecchi radioriceventi con o senza altoparlanti installati nei pubblici esercizi di codesta circoscrizione da captare programmi o notiziari radio non emessi dalle stazioni nazionali comminando in caso di inadempienza immediato e irrevocabile ritiro della licenza radiofonica» (9 ottobre 1935).
- cc. 48-49: lettera dattiloscritta, con intestazione «Riservata personale», di Celso Luciano a Sebastiani riguardo alla scelta dell’attrice Franca Somigli per l’interpretazione dell’opera “La Fanciulla del West” e per non intervenire riguardo al fatto che il maestro Tullio Serafin del Teatro Reale non abbia la tessera del partito fascista (s.d.). La lettera è la risposta alla precedente segnalazione di Amilcare Cané (Teatro Reale dell’Opera) alla Segreteria particolare del duce nei confronti di alcuni membri dell’ambiente lirico – ovvero francesi, ebrei, comunisti, americani, dunque non considerati idonei ad ambienti di istituzione fascista (7 marzo 1941).
- c. 52: lettera dattiloscritta a Nicola De Cesare (Segretario particolare del Duce) dal Ministero dell’Interno riguardo all’immoralità di alcune pellicole ritenute «incompatibili con la rigidità del costume, indispensabile nel momento attuale» (30 aprile 1943).
- c. 54: “Appunto per il Ministro” della Cultura popolare riguardo alla richiesta dell’Editore Garzanti per la revoca del provvedimento di sequestro nei confronti del volume “Andrea Doria” di Luzzatti, poiché non ebreo (27 maggio 1943).
- c. 57: telegramma del Ministero dell’Interno alla Segreteria Particolare del Duce per la trasmissione di un volume (29 maggio 1943).
- c. 58: comunicazione del Prefetto di Bologna alla Segreteria particolare del Duce per la trasmissione del volume “Il Cantico della vita” di Roberto Mandel (29 maggio 1943).
- c. 59: segnalazione dell’ “Avvenire d’Italia” riguardo al libro di Roberto Mandel, considerato «una specie di formulario, in prosa e poesia, del più insidioso sensualismo» (23 maggio 1941). Seguono altre due annotazioni: la prima, di Nicola De Cesare, che indica di «fare tenere il libro indicato», mentre la seconda la segnala che il messaggio è stato recapitato ad Annibale Scicluna (Ministero della Cultura popolare).
- c. 60: telegramma del Ministero dell’Interno per la revoca del sequestro di un volume sull’Illuminismo e sulla Rivoluzione francese (25 gennaio 1943).
- c. 61: telegramma del Ministero dell’Interno alla Prefettura di Milano per il sequestro di un volume di Mario Busti (18 gennaio 1943).
- c. 62: telegramma del Ministero dell’Interno ai Prefetti, al Questore di Roma e al Governatore di Rodi per il sequestro di un volume dell’editore Guanda (25 gennaio 1943).
- c. 63: telegramma del Ministero dell’Interno ai Prefetti e al Governatore di Rodi per il sequestro di un volume di Elio Migliorini (17 giugno 1943).
- c. 72: copia dattiloscritta di una comunicazione di Alessandro Pavolini al Direttore Generale della Cinematografia, al Segretario particolare del Duce e al Presidente dell’Istituto Luce con oggetto: “Servizio film a Villa Torlonia” (28 settembre 1941).

Ordinamento

Le carte sono state numerate a lapis

Nomi

Dino Alfieri
Mario Busti
Amilcare Cané
Nicola De Cesare
Celso Luciano
Ivo Luzzatti
Roberto Mandel
Benito Mussolini
Fulvio Palmieri
Sergio Raffaelli
Sebastiani
Tullio Serafin
Franca Somigli
Leopoldo Zurlo

Luoghi

Madrid
Milano
Napoli
Riccione
Rodi
Roma

Scheda a cura di

Caterina Canneti

Revisione a cura di

Elisabetta Benucci