Unità documentaria
I. Lettera di Benito Mussolini, “Insegne sulle botteghe scritte in lingua straniera” (27 giugno 1923)
27 giugno 1923
4 cc.
Lettera autografa di Benito Mussolini al Ministero dell’Interno con oggetto: “Insegne sulle botteghe scritte in lingua straniera” (27 giugno 1923). Se ne riporta qui di seguito la trascrizione:
La deplorevole e deplorata abitudine di molti commercianti italiani che usano parole e locuzioni straniere nelle insegne […] delle proprie botteghe è sperabile che abbia ad essere sensibilmente frenata dal Regio Decreto legge 11 febbraio […] n. 352 con cui l’imposta comunale sulle insegne scritte in lingua straniera, ma non solo è resa obbligatoria, ma è stabilita in misura quadrupla dell’imposta ordinaria. (c. 183) Ma io credo che non debba a ciò arrestarsi l’azione opera del Governo Nazionale ma che si debba più direttamente ed energicamente agire per combattere la predetta abitudine, indizio di deficiente spirito e sentimento italiano. Nei regolamenti di polizia locale di alcune Città è vietato usare nelle insegne delle botteghe locuzioni esclusivamente straniere non accompagnate dalla corrispondente scritta italiana. Questo divieto dovrebbe essere esteso con una norma generale a tutti i Comuni del Regno, e con criteri anche più rigorosi (c. 184) onde le locuzioni italiane non solo non si scompagnino mai dalle straniere ma abbiano una forma e un carattere del tutto preminente. Si prega cotesto on. Ministero volesse studiare il suindicato argomento e proporre questi provvedimenti.
Il Presid[ente] d[el] Cons[iglio]
Fto Mussolini
Benito Mussolini
Caterina Canneti
Elisabetta Benucci