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Scheda di archivio


Collocazione


Livello di descrizione

SottoFascicolo

Titolo

13. Toponomastica

Data Iniziale

20 aprile 1937

Data Finale

11 giugno 1943

Consistenza

34 cc., 8 post-it con appunti

Contenuto

Il Sottofascicolo contiene materiale vario fotocopiato relativo a questioni di toponomastica. In particolare:
- verbale di deliberazione del podestà dell’Aquila, del 20 aprile 1937, con cui si richiede al Governo del Re che la città di “Aquila” sia denominata “l’Aquila degli Abruzzi”, e certificato di pubblicazione del decreto nell’Albo pretorio del Comune, del 29 aprile 1937 (alle cc. sono apposti 3 post-it con appunti autografi di S. R.); verbale dell’adunanza ordinaria del Rettorato provinciale di Aquila, del 15 maggio 1937, relativo alla richiesta di rettifica del nome “Aquila” con la denominazione della città con l’articolo determinativo, secondo l’uso imposto della tradizione (nell'adunanza si delibera che il nome del Capoluogo di Provincia, «pur rimanendo nell’elenco ufficiale sotto la prima lettera dell’alfabeto, debba essere nell’uso preceduto dall’articolo; in modo che si continui a dire ed a scrivere “Città dell’Aquila”»), e certificato di pubblicazione del predetto verbale nell’Albo pretorio della Provincia, del 4 luglio 1937; richiesta di parere del Ministro dell’Educazione Nazionale alla Reale Accademia d’Italia, del 6 giugno 1938, riguardo alla proposta di denominazione del Comune di Aquila in “l’Aquila degli Abruzzi” (alle cc. è apposto 1 post-it con appunti autografi di S. R.); richiesta di sollecito del Ministro dell’Educazione Nazionale alla RAccI, del 9 agosto 1938, riguardante la questione onomastica del Comune di Aquila; foglio fotocopiato di appunti manoscritti in cui si legge che la pratica sulla questione del toponimo è stata passata a Bertoni «perché predisponga il testo della risposta»; copia della lettera autografa di Bertoni a Formichi, del 27 agosto 1938, in cui spiega che la denominazione da preferire è “La Città dell’Aquila”; comunicazione della RAccI al Ministro dell’Educazione Nazionale, del 30 agosto 1938, relativa al parere della Classe di Lettere sulla questione della denominazione del toponimo (alle cc. è apposto 1 post-it con appunti autografi di S. R.);
- nota del Ministro dell’Educazione Nazionale, del 17 febbraio 1943, relativa alla questione della denominazione del Comune e della Provincia de “L’Aquila”: in particolare, si chiede quale sia la giusta interpretazione presso il Ministero dell’Interno del R.D. n. 1891 del 1939, se nel senso dell’apposizione dell’articolo con lettera maiuscola (c’è un appunto autografo a lapis, che soprascrive “minuscola”) e con legamento alle preposizioni articolate, o nel senso della completa abrogazione del decreto medesimo (alle cc. sono apposti 2 post-it con appunti autografi di S. R.); copia della lettera dattiloscritta di Pellati al Ministero dell’Educazione Nazionale, del 16 marzo 1943, in cui si riferisce che, riguardo al toponimo “L’Aquila”, la Classe delle Lettere ha ritenuto che si debba scrivere “L’Aquila”, “dell’Aquila”, e “all’Aquila”; lettera del Ministero dell’Educazione Nazionale (MEN) alla RAccI, del 24 marzo 1943, in cui si sollecita la RAccI a dare un riscontro alla nota ministeriale del 17 febbraio 1943, relativa alla questione della denominazione de “L’Aquila”;
- nota del Ministro dell’Educazione Nazionale alla RAccI, del 16 marzo 1943, in cui si chiede di esaminare ulteriormente la questione del suddetto toponimo, per definire la convenienza dell’articolo maiuscolo o minuscolo davanti ad “Aquila” (alle cc. è apposto 1 post-it con appunti autografi di S. R.); copia della lettera dattiloscritta di Pellati al MEN, del 20 aprile 1943, in cui si comunica che il nuovo quesito presentato dal Ministero sarà sottoposto alla Classe delle Arti nella successiva adunanza all'inizio di giugno; copia del verbale manoscritto dell’Adunanza della Classe delle Lettere del 4 giugno 1943; copia del verbale dattiloscritto (con un appunto manoscritto di Federzoni, in calce al verbale) dell’Adunanza della Classe delle Lettere del 4 giugno 1943, in cui si discute, tra gli altri punti all’ordine del giorno, della questione del toponimo “L’Aquila” - in particolare, si decide che «in L’Aquila l’articolo deve essere in maiuscola (ma dell’Aquila, all’Aquila, ecc.). Gli abitanti dell’Aquila si chiamano gli Aquilani (e cfr. gli Spezzini). Per la collocazione in ordine alfabetico si dica Aquila (L’)» - e si riferisce, inoltre, che, a proposito di una lettera di N. Muratori circa nuovi segni da aggiungere nell’alfabeto italiano, la questione è stata risolta da tempo in senso negativo; lettera dattiloscritta di Pellati al MEN, dell’11 giugno 1943, in cui si comunica la seguente decisione della Classe delle Lettere in merito alla denominazione del comune e della provincia dell’Aquila: la Classe delle Lettere «ha deciso che nei casi nominativo ed accusativo (L’Aquila) l’articolo debba essere scritto in lettera maiuscola, mentre negli altri casi (dell’Aquila, all’Aquila, ecc.) debba usarsi la minuscola. Infatti l’articolo cade nel suo derivato “Aquilano” come avviene per l’abitante della Spezia “Spezzino”»;
- copia dell’esposto del Podestà del Municipio di Silea (Treviso), del 15 maggio 1941, relativo alla questione della denominazione del patronimico degli abitanti di Silea; lettera di Pellati al Podestà del Comune di Silea, del 12 luglio 1941, con cui si comunica che, in merito all’esposto del podestà, la Classe delle Lettere ha deliberato che il patronimico per gli abitanti del comune di Silea sia quello di “Sileani”; copia della deliberazione del Podestà del Comune di Silea, relativa al cambiamento della denominazione del Comune di Melma in quello di Silea, del 16 luglio 1934 (3 cc.; la copia della deliberazione è allegata all’esposto del Podestà di Silea del 15 maggio 1941); copia dell’esposto del Podestà del Municipio di Silea del 15 maggio 1941, lettera di Pellati al Podestà del Comune di Silea del 12 luglio 1941, e copia della deliberazione del Podestà del Comune di Silea del 16 luglio 1934 (cc. fotocopiate);
- copia della corrispondenza riservata (dattiloscritta) tra Luigi Federzoni e il Ministro della Cultura Popolare, Alessandro Pavolini, dal 14 maggio 1942 al 25 maggio 1942, relativa alla polemica suscitata dall’articolo di Mario Alessandrini pubblicato nella rivista «Il Popolo di Roma» nel 1942, e alle conseguenti istruzioni impartite da Pavolini ai giornali per le pubblicazioni concernenti la RAccI; fotocopia dell’articolo di giornale di Mario Alessandrini, "La gloria a buon mercato", in «Il Popolo di Roma» (2 cc., con appunti autografi).
A proposito della polemica tra RAccI e velina, si veda la consulenza linguistica di S. Raffaelli, "Origine e significato di velina", 27 ottobre 2003.

Scheda a cura di

Irene Rumine

Revisione a cura di

Elisabetta Benucci