SottoFascicolo
71. Uso dei titoli Eccellenza, Duce Capo del Governo, Duce
1903
11 luglio 1942
1 cartellina, 1 schedina di consultazione, 35 cc.
Il sottofascicolo contiene materiale (fotocopiato, a stampa, dattiloscritto e manoscritto) sulla disciplina dell’uso di “Eccellenza” nella corrispondenza ufficiale, e dell’uso delle dizioni “Duce Capo del Governo” e “Duce”. In particolare:
- estratto fotocopiato di Abd-el-Kader Salza, "Luca Contile, uomo di lettere e di negozi del secolo XVI. Contributo alla storia della vita di corte e dei poligrafi del ’500", Firenze, Tipografia G. Carnesecchi e Figli, 1903, fotocopie delle pp. 192-199, sull’uso del titolo di "Eccellenza" (4 cc.);
- Lettera dattiloscritta del Ministro dell’Educazione Nazionale, Giuseppe Bottai, al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Luigi Russo, del 28 febbraio 1940, relativa alla dizione “Eccellenza”, in sostituzione di “Sua Eccellenza” (1 c.); lettera dattiloscritta di Giuseppe Morelli a Giuseppe Bottai, del 22 febbraio 1940, relativa all’abolizione del "Lei" nella corrispondenza e alla dizione “Eccellenza” in sostituzione di “Sua Eccellenza”, secondo quanto previsto da una circolare della Presidenza del Consiglio, del 7 gennaio 1940 (2 cc.); lettera dattiloscritta di Morelli a Giuseppe Bottai, del 10 marzo 1940 (con timbro recante la data 8 marzo 1940), con osservazioni sull’uso indiretto della dizione “All’Eccellenza di…”, all’uso del pronome “sua” e della preposizione “a” davanti a tale titolo (2 cc.); lettera dattiloscritta e manoscritta di Bottai a Luigi Russo, del 16 marzo 1940, in cui si propone la soppressione della qualifica di "Eccellenza" (2 cc.); comunicazione del Sottosegretario di Stato, del 2 dicembre 1940, relativa alla disciplina dell’uso del titolo di “Eccellenza” nella corrispondenza ufficiale (1 c.); appunto manoscritto dell’8 marzo 1940 per il Duce sull’uso esclusivo e definitivo del "Voi" e trascrizione dattiloscritta di quest’ultimo appunto per il Duce, del 9 marzo 1940 (3 cc.);
- cartellina, a cui è apposto un biglietto con appunti autografi di S.R. ("PCM 1940-41 Due Capo del Governo"), contenente materiale relativo alle dizioni “Duce Capo del Governo”, in particolare: schedina di consultazione di materiale presso l’Archivio Centrale dello Stato, datata 18 aprile 1985; segnalazione dattiloscritta del Sottosegretario di Stato, Luigi Russo, alla Segreteria politica del PNF, del 27 luglio 1942, riguardante i decreti del Ministero della Guerra (1 c.); nota dattiloscritta del Direttorio Nazionale, del 21 luglio 1942, relativa alla sostituzione della formula “Il Ministro della guerra” a quella “Il Duce del Fascismo, Capo del Governo, Ministro della guerra” nei moduli di decreto di negata pensione di guerra ai congiunti dei Caduti (1 c.); segnalazione dattiloscritta del vice segretario del PNF, Mario Farnesi, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’8 luglio 1942 (con timbro recante la data 11 luglio 1942), sull’opportunità di mantenere nei decreti sopracitati del Ministero della Guerra la primitiva dicitura “Il Ministro della guerra” (1 c.); lettera dattiloscritta di Farnesi al Ministero della guerra, del 20 giugno 1920, sull’opportunità di mantenere la dicitura “Il Ministro della Guerra” nei moduli di decreto (1 c.); comunicazione dattiloscritta del Sottosegretario di Stato, Antonio Scuero, al PNF e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, del 27 giugno 1942, relativa al ripristino della primitiva formula “Il Ministro della guerra” (si precisa che un’eventuale modifica alla formula deve essere disposta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e si suggerisce che la questione dovrebbe essere esaminata sotto un profilo di carattere generale e non limitatamente all’emanazione dei decreti concernenti la negata concessione di pensioni di guerra ai congiunti dei Caduti) (1 c.); comunicazione dattiloscritta del Ministero delle Comunicazioni a Luigi Russo, del 10 dicembre 1940, relativa alla disciplina dell’uso delle dizioni “Duce del Fascismo Capo del Governo” e “Duce” (2 cc., con un post-it con appunti autografi di S. R.); telegramma di Pession, Direttore Generale delle Poste e dei Telegrafi, Ispettorato Generale del Traffico Telegrafico e Radiotelegrafico, del 18 ottobre 1940, in cui si lamenta il permanere nella corrispondenza telegrafica delle diciture “Duce” e “Duce del Fascismo, Capo del Governo” precedute dai titoli “Eccellenza”, "Illustrissimo” e simili (1 c.); lettera dattiloscritta di Luigi Russo alla Direzione Generale delle Poste e dei Telegrafi, del 13 settembre 1940, relativa alla disciplina dell’uso delle dizioni “Duce del Fascismo Capo del Governo” e “Duce” (si richiede di impartire agli uffici dipendenti nuove e precise disposizioni perché, all’atto dell’accettazione o della trasmissione dei telegrammi, la qualifica di "Eccellenza" eventualmente attribuita al Duce, sia cancellata a cura dei mittenti ovvero d’ufficio) (1 c.); circolare telegrafica n. 295180 del Direttore Generale Pession, dell’11 settembre 1940, recante disposizioni relative all’uso della dizione “Duce” nell’indirizzo e nel testo della corrispondenza telegrafica (1 c.); comunicazione dattiloscritta del Ministro delle Comunicazioni al Presidente del Consiglio dei Ministri, del 13 settembre 1940, relativa alla disciplina dell’uso delle dizioni “Duce del Fascismo, Capo del Governo” e “Duce” (si comunica che è stata impartita agli uffici telegrafici del Regno la disposizione di far modificare dai mittenti o d’ufficio i telegrammi in cui nell’indirizzo e nel testo la parola “Duce” figuri preceduta dalla qualifica “Eccellenza”, “Illustrissimo” e simili) (1 c.); comunicazione di Luigi Russo al Ministero delle Comunicazioni, del 3 settembre 1940, in cui si prega di impartire tassativi ordini perché gli uffici dipendenti, all’atto dell’accettazione di telegrammi, invitino i mittenti ad apportare le necessarie modifiche quando nell’indirizzo e nel testo rechino la qualifica “Eccellenza” attribuita al Duce (1 c.); comunicazione di Luigi Russo a tutti i Ministeri, del 21 agosto 1940, in cui si ribadisce che la dizione “Duce”, sia nei rapporti che nella corrispondenza ufficiale e in ogni altra forma di comunicazione, non debba essere preceduta da alcun titolo o appellativo di cariche politiche e di onorificenze, ma che debba scriversi e dirsi soltanto “Duce”, “Al Duce” (1 c.); appunto dattiloscritto, datato 1° luglio 1940, sull’uso delle dizioni "Capo del Governo Primo Ministro Segretario di Stato” (v. legge n. 2263/1925), poi sostituita da “Duce Primo Ministro Segretario di Stato”, a sua volta sostituita da “Duce del Fascismo, Capo del Governo” (v. legge n. 129/1939), e in cui si propone di variare quest’ultima formula con la dizione “Duce, Capo del Governo” o “Duce, Primo Ministro Segretario di Stato”, predisponendo un apposito disegno di legge (2 cc.); comunicazione di Luigi Russo al Ministero delle comunicazioni, del 27 febbraio 1940, in cui si rinnova la richiesta ai Ministeri di invitare gli uffici dipendenti o controllati ad uniformarsi esattamente alle disposizioni impartire con la circolare n. 7158 del 7 gennaio 1940, sull’uso delle dizioni “Duce del Fascismo Capo del Governo” e “Duce” (1 c.); comunicazione di Luigi Russo a tutti i Ministeri, del 1° marzo 1940, in cui si rinnova la richiesta di invitare i suddetti uffici a uniformarsi alle disposizioni sopra richiamate relative all’uso delle dizioni “Duce del Fascismo Capo del Governo” e “Duce” (1 c.); comunicazione di Luigi Russo al Ministero dell’Interno, del 29 gennaio 1940, in cui si chiede di richiamare l’attenzione dei Prefetti all’osservanza delle disposizioni impartite con la suddetta circolare n. 7158 del 7 gennaio 1940 (1 c.); circolare di Luigi Russo a tutti i Ministeri, n. 7158 del 7 gennaio 1940, con cui si richiama all’osservanza della disposizione secondo cui anche negli indirizzi della corrispondenza diretta al Duce deve essere usata la sola dizione “Duce del Fascismo, Capo del Governo” e che tale dizione non deve essere preceduta dal titolo “Eccellenza” (1 c., con un post-it con appunti autografi di S. R.); comunicazione dattiloscritta del Sottosegretario di Stato a tutti i Ministeri, del 5 aprile 1939, relativa alla disciplina dell’uso di “Duce del Fascismo, Capo del Governo” (1 c.).
Irene Rumine
Elisabetta Benucci