Unità documentaria
IV. Stile fascista: contro la prolissità
21 ottobre 1937
1 c.
cc. VEDERE IL NUMERO DI CARTA, Atti 1936-1937, vol. VI, tomo I, pp. 811-812, 21 ottobre 1937, n. 2 – Si continua a scrivere molto! Gran parte della giornata deve essere occupata nella lettura di voluminosa corrispondenza, il più delle volte inutile.
Bisogna essere concisi, telegrafici e quando si può fare a meno di scrivere, se ne faccia a meno.
Si faccia soprattutto a meno di trasmettere, come spesso accade, i numerosi allegati che si riferiscono alla cosiddetta corrispondenza intercorsa. Il pericolo più grave da parte degli uffici comunemente detti attrezzati o specializzati, che inondano l’universo, con le loro ponderose relazioni, con i memoriali a lungo metraggio, con le più o meno incerte statistiche.
Anche il telegrafo sta per essere violato dalla prolissità. La retorica telegrafica è addirittura insopportabile. Altro che stile fascista! Sono convinto che se questo genere di attività fosse ridotto almeno del cinquanta per cento, ci si intenderebbe lo stesso, anzi meglio. Si eviterebbe anche un dannoso spreco di carta.
Continuare di questo passo significa, oltre tutto, perdere le nostre più belle caratteristiche di snellezza, rapidità e quindi di chiarezza.
Coloro che rivelano tendenza burocratiche finiscono per appesantirsi anche fisicamente e per appesantire altresì le organizzazioni che, viceversa, devono essere dei veri e propri motori lubrificatissimi da far girare ad alto regime.
Caterina Canneti
Elisabetta Benucci