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Scheda di archivio


Collocazione


Livello di descrizione

SottoFascicolo

Titolo

64. Abolizione del 'lei' e della stretta di mano

Data Iniziale

6 febbraio 1938

Data Finale

7 agosto 1943

Consistenza

57 cc.

Contenuto

Il sottofascicolo contiene materiale vario fotocopiato riguardo all’abolizione del ‘lei’ e della stretta di mano in favore del saluto romano.

− “Ordine di servizio” riguardo all’abolizione del ‘lei’ (16 febbraio 1938).
− Comunicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri a tutti i Ministeri per l'abolizione del ‘lei’ (21 febbraio 1938).
− “Promemoria” riguardo all’abolizione del ‘lei’ e all’uso del ‘tu’ e del ‘voi’ (22 febbraio 1938).
− Due copie, comunicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri a tutti i Ministeri riguardo all’abolizione del ‘lei’ e all’uso del ‘tu’ e del ‘voi’ (24 febbraio 1938).
− Telegramma di Achille Starace (Segretario del Partito Nazionale Fascista) a Giacomo Medici del Vascello (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri) per avvertire che i più alti Funzionari in carica non hanno adottato il ‘voi’ (28 dicembre 1938).
− 4 copie, comunicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri a tutti i Ministeri riguardo all’abolizione del ‘lei’ e all’uso del ‘tu’ e del ‘voi’, copia della precedente comunicazione (febbraio – marzo 1938).
− “Ordine di servizio” per le Direzioni generali del Ministero, per i Prefetti, per il Governatore di Roma riguardo all’uso del ‘voi’ al posto del ‘lei’ (22 febbraio 1938).
− Carta dattiloscritta con le seguenti indicazioni di Guido Buffarini Guidi riguardo all’uso del ‘lei’, del ‘tu’ e del ‘voi’:

1) che nella corrispondenza ufficiale - quando non venga usata la formula “si prega, si interessa, si dispone ecc. ” - si dia il Voi;
2) che, nella corrispondenza ufficiosa, si sostituisca il “Voi” al “Lei”;
3) che gl’impiegati debbono dare il “tu” ai pari grado ed il “voi” ai superiori ed agli inferiori. Agli inferiori, ai quali, prima delle recenti disposizioni del Partito, si dava il “tu” potrà continuare a darsi il “tu”.

− Lettera di Achille Starace alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la trasmissione di una comunicazione del Segretario federale di Cagliari, per la richiesta di indicazioni specifiche riguardo all’uso del ‘voi’ e del ‘lei’, visto che nelle aule giudiziarie si continua a usare il ‘lei’ (5 aprile 1938).
− 3 copie, “Promemoria per la Presidenza del Consiglio dei Ministri”, indicazioni riguardo all’abolizione del ‘lei’ e all’uso del ‘tu’ e del ‘voi’ (26 febbraio 1938).
− Comunicazione del Ministero della Guerra, “Norme di tratto nella gerarchia del R. Esercito”, trasmissione di circolare in allegato sull’abolizione del ‘lei’ (12-13 marzo 1938).
− Due copie, circolare del Ministero dell’Aeronautica riguardo all’uso del ‘voi’ e del ‘tu’ (21 marzo 1938).
− Due copie della comunicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri riguardante l’abolizione del ‘lei’ con allegate lettere e telegrammi tra Starace e Medici del Vascello per la trasmissione di quest’ultima (marzo-aprile 1938), 5 cc.
− Comunicazione del Ministro di Grazia e Giustizia a tutto il personale degli uffici dipendenti dal Ministero riguardo all’abolizione del ‘lei’ e all’uso del ‘tu’ e del ‘voi’ (20 aprile 1938).
− Lettera del Ministro di Grazia e Giustizia a Giacomo Bellazzi (Capo di Gabinetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri) per la richiesta di pareri e chiarimenti in merito alle disposizioni riguardanti l’uso del ‘tu’ e del ‘voi’ (22 aprile 1938).
− Copia di una lettera di Starace a Medici del Vascello per segnalare che alcuni dipendenti delle amministrazioni continuano a usare la stretta di mano e non il saluto romano (9 maggio 1938).
− Lettera del Ministro dell’Educazione Nazionale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri riguardo all’uso del ‘tu’ e del ‘voi’ tra funzionari di pari grado aventi fra loro rapporti di subordinazione e tra funzionari di grado diverso con le medesime funzioni (20 maggio 1938).
− Sollecito relativo alla precedente lettera (4 luglio 1938).
− Comunicazione del Ministero dell’Aeronautica, ricevuta di due circolari ricevute riguardo all’abolizione del ‘lei’ (10 giugno 1938).
− Comunicazione del Ministero dell’Aeronautica riguardo all’abolizione del ‘lei’ e all’uso del ‘voi’ e del ‘tu’ (16 giugno 1938). Si riporta qui di seguito la trascrizione delle indicazioni fornite:

L’uso del «lei» nei rapporti scritti e verbali, reciproci e col pubblico, da parte dei personali civili della R. Aeronautica, è abolito.
Fra pari grado dovrà usarsi il «tu» ed il «voi» quando vi sia diversità di grado.
Fra il personale femminile ed il personale maschile, qualunque sia il rispettivo grado gerarchico deve essere usato il «voi».

− Due copie, lettera del Sottosegretario di Stato a tutti i Ministeri e al Segretario del Partito Nazionale Fascista riguardo al fatto che non tutti i Funzionari si adeguano alle direttive riguardanti l’abolizione del ‘lei’ (1°dicembre 1938).
− Bozza di telegramma di Mussolini ai Ministeri, ai Prefetti e al Segretario del Partito Nazionale Fascista riguardo alla necessità di rispettare le indicazioni riguardanti l’abolizione del ‘lei’ (giugno 1939?).
− “Appunto per il Duce” riguardo alla bozza del precedente telegramma (04 giugno 1939).
− Telegramma di Mussolini ai Ministeri, ai Prefetti e al Segretario del Partito Nazionale Fascista riguardo alla necessità di rispettare le indicazioni riguardanti l’abolizione del ‘lei’ (05 giugno 1939).
− Due copie, comunicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri a tutti i Ministeri e per conoscenza al Segretario del Partito Nazionale Fascista con oggetto: “Abolizione del ‘lei’ nella corrispondenza ufficiale (07 gennaio 1940). Si trascrivono qui di seguito le indicazioni rintracciate:

1) Quando la corrispondenza – come avviene di solito – è indirizzata ad un ufficio (ministero, prefettura, intendenza di finanza, ecc. ) va sempre usata, nel testo, la forma impersonale (“si prega”, “si interessa”, ecc. ) mentre, nell’indirizzo, dev’essere indicata solo la qualifica dell’ufficio destinatario, senza aggiunte di convenienza (on.le, ecc. ma, ecc. ).
2) La forma stessa va usata, altresì, quando la corrispondenza ufficiale è diretta impersonalmente al capo o titolare dell’ufficio destinatario (ministro, prefetto, intendente di finanza, ecc. ). Anche in questo caso nell’indirizzo dev’essere indicata unicamente la qualifica ufficiale dell’autorità destinataria, senz’altra aggiunta. Quando la corrispondenza sia diretta a capi o titolari di ufficio cui competa il titolo di Eccellenza, alla qualifica va fatta precedere solo la dizione “Eccellenza”, anziché quella “A Sua Eccellenza” (Eccellenza il ministro, Eccellenza il prefetto, ecc. ).
3) Quando, infine, in casi particolari, si ritenga di indirizzare la corrispondenza al nome del capo o del titolare dell’ufficio, ovvero a persona che ricopra una determinata carica o dignità (senatori, consiglieri nazionali, ecc. ) va sempre usato il “voi” – o, se del caso, il “tu” – con esclusione di qualsiasi formula impersonale. Si scriverà, quindi, ad esempio: “siete pregato”, “vi prego”, “ti prego”. Per l’indirizzo, quando la corrispondenza sia diretta a personalità cui competa il titolo di Eccellenza, valgono le avvertenze di cui alla seconda parte del precedente n. 2.

- Carta sciolta con appunti di Sergio Raffaelli.
- Comunicazione di Starace a Medici Del Vascello, sollecito perché i dipendenti delle amministrazioni statali adottino il saluto romano e l’uso del ‘voi’ (9 maggio 1938).
− Bozza della comunicazione di Medici Del Vascello a tutti i Ministeri in seguito alla precedente comunicazione di Starace (s. d.)
− Due copie, comunicazione di Medici Del Vascello a tutti i Ministeri in seguito alla precedente comunicazione di Starace (2 giugno 1938). In allegato, l’elenco degli enti della pubblica amministrazione.
− Comunicazione non firmata nella quale si comunica la defezione di membri dei corpi militari e dell’ambito ministeriale nei confronti del ‘voi’ e del saluto romano (15 luglio 1939). Se ne riporta la trascrizione:

Negli ambienti militari e negli ambienti ministeriali, la stretta di mano imperversa. Accade di frequente che, specie nei diversi Ministeri, in occasione di riunioni di commissioni, i componenti, presenti i burocrati di grosso calibro, stringendosi la mano, pronunzino frasi di questo genere: “…tanto siamo tra noi!”; “…ma sì, tanto non ha importanza!”.

− Comunicazione del Sottosegretario di Stato (Giacomo Medici Del Vascello) a tutti i Ministeri riguardo alle mancanze riscontrate nell’attuazione del saluto romano e nell’uso del ‘voi’ (21 luglio 1939).
− Telegramma di Ino Carugati al generale Pietro Badoglio per richiedere la revoca delle disposizioni riguardanti il ‘voi’ e il saluto romano (7 agosto 1943).
− Copia della comunicazione della Sottosegretario di Stato a tutti i Ministeri per la revoca della disposizione riguardante l’abolizione della stretta di mano e del ‘lei’ (s.d.).

Ordinamento

Le carte sono state numerate a lapis.

Nomi

Pietro Badoglio
Guido Buffarini Guidi
Ino Carugati
Giacomo Medici del Vascello
Benito Mussolini
Achille Starace

Luoghi

Cagliari
Roma

Scheda a cura di

Caterina Canneti

Revisione a cura di

Elisabetta Benucci