archivio digitale della Crusca
  • archivio della crusca

Scheda di archivio


Collocazione


Livello di descrizione

SottoFascicolo

Titolo

62. Abolizione del 'lei' (1)

Data Iniziale

4 marzo 1938

Data Finale

4 ottobre 1939

Consistenza

36 cc.

Contenuto

Il sottofascicolo contiene materiale vario fotocopiato riguardante l’abolizione del ‘lei’ in favore del ‘voi’ e l’uso del ‘tu’. In allegato, due foglietti di Sergio Raffaelli contenenti un riepilogo dei contenuti del fascicolo e riferimenti archivistici (2 cc. )
− c.1: foglio di disposizioni del Partito Nazionale Fascista riguardo all’uso del ‘voi’ (quando sussistono rapporti di subordinazione), all’uso del ‘tu’ (fra camerati) e all’abolizione del ‘lei’ (“Il Giornale d’Italia”, 17 febbraio 1938).
− c. 2: foglietto autografo (incompleto) indirizzato a Benito Mussolini riguardo a dubbi intorno all’abolizione del ‘lei’ (considerato “italianissimo”) in favore del ‘voi’ (riferibile, secondo chi scrive, a una tendenza francesizzante) – 20 marzo 1938.
− c. 3: comunicazione del Ministero della Guerra a tutti gli enti dell’esercito, con oggetto “Norme di tratto nella gerarchia del R. Esercito”, riguardante l’abolizione del ‘lei’ e l’uso del ‘tu’ e del ‘voi’ (12 marzo 1938).
− c. 4: biglietto autografo riguardante disposizioni di carattere militare (si legge la data del 19 marzo 1938).
− c. 5: nota dattiloscritta riguardo all’uso del ‘tu’, del ‘lei’ e del ‘voi’. Si riporta qui di seguito la trascrizione:

S. E. ha riconfermato che occorre dare del tu ai Prefetti e Capi di Gabinetto in qualsivoglia lettera o modulo (ne ha trovati anche col lei). Quando invece sia il caso di dare del Voi distinguere:
a) se ad inferiore gerarchico, usare la minuscola.
b) se ad un superiore gerarchico usare la maiuscola.
Per lo più però, dando dell’Eccellenza, si può evitare.
Roma, 4 marzo 1938 XVI

− c. 6: foglietti di disposizioni sul dare del ‘voi’ e del ‘tu’ (12 marzo 1938). In particolare, si legga il seguente:

S. E. Sebastiani ha osservato, in sede di firma, come, nell’intento di usare una forma impersonale, si scrivano delle lettere che lascino alquanto a desiderare nella forma.
S. E. desidera che, quando non si può usare il “tu” si usi senz’altro il “voi”. Ciò anche scrivendo alle signore.

− c. 7: Foglio d’ordine n° 13 del Comando della Zona militare di Roma, datato 22 marzo 1938, nel quale si leggono le “Norme di tratto nella gerarchia del R. Esercito”, ovvero:

In attesa di introdurre le varianti in proposito nel regolamento di disciplina, resta stabilito:
1) nelle relazioni individuali tra gli appartenenti al regio esercito è abolito il “Lei”;
2) tra uguali (in questo i subalterni costituiscono una sola categoria) è obbligatorio l’uso del “Tu”;
3) tra gli ufficiali di grado diverso si usa il “Voi”;
4) gli ufficiali usano il “Tu” coi sottufficiali, graduati di truppa e soldati: questi rispondono col “Voi”;
5) fra sottufficiali, graduati di truppa e soldati, il superiore usa il “Tu” con l’inferiore; questi risponde col “Voi”; però fra sergenti maggiori e sergenti come pure fra graduati di truppa e soldati si usa reciprocamente il “Tu”.

− cc. 8-9: comunicazione del Sottosegretario di Stato della Presidenza del Consiglio dei Ministri a tutti i Ministeri con oggetto: “Abolizione del ‘lei’” (14 aprile 1938). Se ne trascrive il contenuto (c. 8):

L’uso del “lei” nei rapporti, scritti e verbali, reciproci e col pubblico dei dipendenti dello Stato di qualsiasi ordine e grado e di quelli degli enti di diritto pubblico è abolito.
Detti dipendenti debbono darsi il “tu” se uguali in grado, il “voi” se di grado diverso.
Fra il personale femminile ed il personale maschile, qualunque sia il rispettivo grado gerarchico, deve essere usato il “voi”.
Le singole Amministrazioni sono autorizzate ad emanare istruzioni di dettaglio per l’attuazione dei suesposti criteri di massima, stabilendo in particolare in quali speciali casi i superiori debbono dare il “tu” agli inferiori e ricevere il “voi”.

− cc. 10-17: copia della precedente comunicazione indirizzata per conoscenza alla Segreteria particolare di Mussolini (14 aprile 1938).
− c. 18: ritaglio di giornale, "L’abolizione del 'Lei' nelle amministrazioni statali", «Il Messaggero», 17 aprile 1938.
− cc. 19-20: comunicazione del Ministero dell’Interno ai Prefetti e al Governatore di Roma con oggetto: “Abolizione del ‘lei’” – Corrispondenza d’ufficio”, disposizione per la quale non si deve dare evasione alla corrispondenza in cui si continui a usare ancora il “lei” (25 maggio 1938).
− cc. 21-22: circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri a tutti i Ministeri con oggetto: “Abolizione della ‘stretta di mano’ e del ‘lei’ fra dipendenti delle amministrazioni statali” (2 giugno 1938).
− c. 23: appunto autografo allegato alla precedente circolare nella quale si specifica la necessità che tale comunicazione sia firmata da tutto il personale dei Ministeri (10 giugno 1938).
− c. 24: comunicazione informale dattiloscritta, datata 19 agosto 1938, nella quale si specifica che

Da parte del personale militare e di quello addetto ad enti statali, parastatali il “voi” non viene usato e la stretta di mano è all’ordine del giorno.

− cc. 25-26: articolo di giornale, "Il 'voi' e il 'tu' all’origine della letteratura", «Il Giornale d’Italia».
− c. 27: comunicazione di Mussolini a tutti i Ministeri e ai Prefetti riguardo alle mancanze spesso riscontrate nei confronti dell’obbligo della stretta di mano e dell’abolizione del “lei”; si chiede, dunque, di far rispettare queste disposizioni (5 giugno 1939).
− c. 28: copia della trasmissione di un telegramma del Prefetto di Roma riguardo all’invito di Mussolini per l’osservanza delle disposizioni prima considerate (agosto 1939).
− c. 29: provvedimento riguardante il «poco uso del “voi” da parte del personale di servizio della trattoria Belvedere» (28 luglio 1939).
− c. 30: copia dattiloscritta di un appunto di Osvaldo Sebastiani riguardo all’uso del ‘lei’ durante le telefonate (5 settembre 1939).
− c. 31: provvedimento riguardante il fatto che «A Torino viene commentato poco favorevolmente il fatto che certi ufficiali del R. Esercito continuino non solo ad usare il “lei” ma lo pretendono anche nei rapporti con i dipendenti» (4 ottobre 1939).
− c. 32: provvedimento nel quale si «segnala che presso l’Unione Militare è completamente ignorato il “voi” ed è in uso la stretta di mano» (4 ottobre 1939).
− cc. 33-34: comunicazioni del Capo della Milizia (Luigi Russo) riguardo all’abolizione del “lei” e della stretta di mano (18 agosto 1939).

Ordinamento

Le carte sono state numerate a lapis.

Nomi

Benito Mussolini
Luigi Russo
Osvaldo Sebastiani

Luoghi

Roma

Scheda a cura di

Caterina Canneti

Revisione a cura di

Elisabetta Benucci